Perché esiste la sofferenza?

Quando il dolore ci porta a chiedere: “Dio, dove sei?”

Ci sono domande alle quali non è facile rispondere.

Una di queste è:

Se Dio è buono, perché permette la sofferenza?

È una domanda che prima o poi può entrare nella vita di tutti.

Quando perdiamo qualcuno che amiamo.
Quando una malattia entra nella nostra casa.
Quando subiamo un'ingiustizia.
Quando vediamo soffrire una persona innocente.
Quando preghiamo e sembra che Dio non risponda.

In quei momenti le parole possono sembrare insufficienti.

E forse la prima cosa da dire è questa:

non dobbiamo vergognarci di fare questa domanda.

Anche nella Bibbia ci sono persone che hanno gridato a Dio chiedendo perché.

La Bibbia non nasconde il dolore

La Bibbia non racconta un mondo senza sofferenza.

Racconta persone che piangono, perdono, hanno paura, vengono tradite e attraversano momenti di profonda angoscia.

Giobbe, davanti alla sofferenza, non fa finta che tutto vada bene.

I Salmi sono pieni di grida rivolte a Dio.

Persino Gesù, davanti alla morte di Lazzaro, pianse.

«Gesù pianse.»
Giovanni 11:35

È una delle frasi più brevi della Bibbia.

Ma contiene qualcosa di profondo.

Dio non viene presentato come indifferente davanti al dolore umano.

La sofferenza non era il progetto originale?

La Genesi presenta la creazione come buona.

Il male, la rottura, la morte e la sofferenza entrano nel racconto biblico insieme alla caduta dell'uomo.

La fede cristiana, quindi, non considera la sofferenza come qualcosa di cui Dio si compiace.

Ma questo non significa che possiamo spiegare ogni singola sofferenza.

Ed è importante dirlo.

Quando una persona perde qualcuno che ama, non è sufficiente dirle:

“Dio ha un piano.”

Può essere una frase pronunciata con buone intenzioni, ma nel momento del dolore può sembrare troppo semplice.

A volte chi soffre non ha bisogno prima di tutto di una spiegazione.

Ha bisogno di qualcuno che rimanga accanto a lui.

E il libero arbitrio?

Una parte della risposta cristiana riguarda la libertà.

Dio ha creato l'uomo capace di scegliere.

E la libertà rende possibile l'amore, ma rende possibile anche il male.

Molte sofferenze sono infatti causate dalle scelte degli esseri umani: violenza, guerre, ingiustizie, tradimenti, egoismo.

Dio può permettere una scelta senza approvarne il male.

Ma non tutta la sofferenza può essere spiegata in questo modo.

Esistono malattie, terremoti, incidenti e tragedie che non sono la conseguenza diretta di una scelta personale.

Ed è proprio qui che il mistero rimane.

Gesù non ci offre soltanto una spiegazione

Una delle cose più profonde del cristianesimo è che Dio non rimane lontano dalla sofferenza umana.

Nel Vangelo vediamo Gesù entrare nella sofferenza.

Viene rifiutato.

Tradito.

Ingiustamente condannato.

Picchiato.

Crocifisso.

La croce significa che, nella fede cristiana, Dio non guarda il dolore umano soltanto da lontano.

Lo attraversa.

La croce non risponde a tutte le nostre domande.

Ma ci mostra qualcosa sul cuore di Dio:

Dio non è indifferente davanti alla sofferenza.

Ma perché Dio non interviene sempre?

Questa rimane una domanda difficile.

Ci sono momenti in cui preghiamo per una guarigione e la guarigione non arriva.

Preghiamo perché una situazione cambi e non cambia.

Chiediamo perché una persona venga salvata e la perdiamo comunque.

Non sarebbe onesto dire che abbiamo una spiegazione semplice per tutto questo.

La fede non elimina il mistero.

A volte significa continuare a rivolgersi a Dio anche senza comprendere.

Come dice il Salmo:

«Fino a quando, Signore?»
Salmo 13

È una preghiera.

E Dio permette che questa domanda entri nella Bibbia.

La sofferenza può trasformarci?

Questo non significa che la sofferenza sia buona.

La sofferenza fa male.

Non dobbiamo romanticizzarla.

Ma può accadere che, attraversandola, una persona scopra dentro di sé una profondità che prima non conosceva.

Può nascere una maggiore compassione.

Possiamo imparare a comprendere meglio chi soffre.

Possiamo scoprire una forza che non pensavamo di avere.

E possiamo anche imparare ad affidarci maggiormente a Dio.

Paolo scrive:

«Noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio.»
Romani 8:28

Questo non significa che tutte le cose siano buone.

Significa che Dio può operare anche dentro ciò che è doloroso e trasformarlo in qualcosa che porta vita.

La promessa finale

La risposta cristiana alla sofferenza non termina con la sofferenza.

La Bibbia parla di una speranza futura:

«Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e la morte non sarà più.»
Apocalisse 21:4

Questa è una delle promesse più grandi della fede cristiana.

Un giorno il dolore non avrà più l'ultima parola.

La morte non avrà più l'ultima parola.

Le lacrime non avranno più l'ultima parola.

Dio avrà l'ultima parola.

E quando soffriamo oggi?

Forse la domanda non è soltanto:

“Perché esiste la sofferenza?”

Forse dobbiamo anche chiederci:

“Dove posso trovare Dio mentre sto soffrendo?”

Forse nella persona che ci resta accanto.

Nella preghiera che riusciamo ancora a pronunciare.

In una parola della Scrittura.

In una mano che ci sostiene.

Nella speranza che, nonostante tutto, non siamo abbandonati.

La fede non ci promette una vita senza dolore.

Ci promette che il dolore non deve necessariamente essere attraversato da soli.


🌱 Una parola per chi sta soffrendo

Se oggi stai vivendo una sofferenza che nessuno conosce, non sentirti obbligato a trovare subito tutte le risposte.

Puoi piangere.

Puoi fare domande.

Puoi dire a Dio che sei arrabbiato.

Puoi persino dirgli che non capisci.

Non devi fingere davanti a Lui.

Puoi semplicemente dire:

“Signore, non capisco perché sto vivendo questo.
Ma se Tu sei qui, aiutami a sentirti vicino.
Dammi la forza per affrontare oggi.
Non chiedo di capire tutto.
Chiedo di non essere solo.”

Forse la risposta non arriverà immediatamente.

Ma possiamo continuare a cercare.

Perché anche nel mezzo della sofferenza può nascere una certezza:

Dio non promette che non attraverseremo la valle.
Promette di essere con noi mentre la attraversiamo.

«Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me.»
Salmo 23:4